domenica 18 settembre 2016

Nel Mare dei Pirati

La discussione era piuttosto animata, J.J. e Poh erano gli unici ancora svegli sul ponte della Enfanta mentre le acque quiete del Mare dei Pirati cullavano il sonno del resto della ciurma durante la notte:
"Sono più che convinto che il nome corretto sia Ranos" asserì fermamente il giovane ispanico "No! No! Lanos è nome velo!" replicò il rozzo marinaio orientale. "Dite tutti così, il posto l'avete colonizzato voi, ma non fa testo! Voi cinesi le R non sapete pronunciarle! Chi ti dice che non fosse Ranos in origine?" Poh scosse la testa rassegnato "Io va a dolmile. Tu convinto, tu contento. Flega niente."
J.J. lo salutò con un cenno e si mise ad osservare fuori dal parapetto, il tenue bagliore che proveniva da oltre l'orizzonte indicava che il loro viaggio era giunto al termine, l'indomani sarebbero finalmente approdati alla Baia del Brigantaggio: "Sono sicuro che si dica Ranos..."

Sebbene il siparietto l'avesse distratto il giovane marinaio non poteva ignorare la gamba fasciata che ancora gli doleva e la bizzarra avventura vissuta solamente poche ore prima.
Si voltò ad osservare il punto in cui il fantasma del Capitano Iago Alfonso De Toledo era svanito nel nulla e si chiese se la faccenda avesse realmente avuto un lieto fine.
Decine di leghe sotto la Enfanta il relitto del Principe Nero custodiva ancora gli scheletri degli schiavi trasportati, condannati dalle catene che li legavano l'un l'altro e alla nave, insieme a loro i cadaveri dannati dei marinai spagnoli avevano custodito per anni il gioiello che legava, in una eterna maledizione, lo spirito del loro malvagio capitano ai mari in cui era annegato.
J.J. e Yanez si erano immersi, avevano recuperato l'oggetto affrontando squali mangia-uomini e sfuggendo alla ciurma dannata e avevano infine deciso di permettere allo spirito di essere libero, perdonando lo sterminio dei poveretti in cattività.
All'altro capo del ponte, a prua, Equias riposava. Lo scurriliano aveva partecipato all'immersione e rischiato la sua stessa vita al fianco dei due spagnoli, probabilmente in due non ce l'avrebbero fatta.
Quando BlackSam li ritirò su erano tutti e tre feriti, J.J. alla gamba, per via del morso di squalo che faceva ancora un accidenti di male, Yanez al braccio ed Equias ad un paio delle sue misteriose appendici...

Le condizioni del Capitano BlackSam Morgan non erano ancora rassicuranti. Il proiettile beccatosi nell'entroterra di Lanos l'aveva quasi sventrato ed il lungo viaggio in mare non facilitava la sua guarigione.
Per questo motivo la Enfanta era stata affidata per la prima volta alla guida del giovane J.J. temporaneamente promosso a Nostromo.
Negli undici giorni di viaggio da Cuwajo alla Baia la Enfanta era stata docile come una puledra, il ragazzo aveva saputo cavalcare i venti e le correnti come un vero capitano e leggeva con soddisfazione l'approvazione negli occhi dei suoi compagni.
Aveva sempre avuto l'esempio del Capitano Do Santos, l'uomo che considerava un padre ed il migliore capitano di tutto il Dominio Spagnolo, ma probabilmente gran parte delle sue attuali conoscenze e capacità in fatto di navigazione le aveva carpite dal burbero Samuel Morgan, che aveva sempre capitanato con capacità e perizia la loro agile monoalbero negli ultimi anni.

J.J. era molto legato ai suoi vecchi compagni anche se non sopportava quando BlackSam sminuiva Do Santos e quando Yanez lo trattava come uno sbarbatello. Loro erano la sua famiglia, come lo era stato Ottamedì. Che riposi in pace.
L'ultimo aggiunto alla loro ciurma era invece il bizzarro Equias, appartenente ad una razza di giganteschi crostacei intelligenti chiamati scurriliani. Aveva l'aria di essere un po' svampito ma anche di averne viste parecchie in vita sua.
Nonostante gli altri non gli avessero dato molto peso, J.J. aveva ascoltato con molta attenzione la storia riguardo il sortilegio delle Streghe, il pericolo dell'innalzamento del livello delle acque e la leggenda della Arcimaga Tressa la Rossa che viveva isolata in una sperduta isola a sud di Torath Ka.
Alla Baia del Brigantaggio si sarebbero finalmente liberati dal loro carico illegale di oppio, avrebbero lasciato al loro Super, Yanez, tutte le faccende burocratiche e BlackSam avrebbe sicuramente cercato qualche occasione per darsi nuovamente alla pirateria, gli mancavano così tanto i tempi trascorsi sulla Endevour al fianco di Mudface Molly, ma forse, nel frattempo, J.J. avrebbe potuto accompagnare Equias e capire se le sue storie avessero un fondo di verità e se anche altri fossero al corrente o preoccupati per la situazione ed intenzionati a risolverla...

giovedì 25 agosto 2016

Cresciuto su Caribdus


Juan Jesus Navarro Blanco era nato su una nave, era cresciuto in mezzo al mare ed i suoi primi ricordi erano legati al Capitano Do Santos ed al suo Cerdo de Agua.
Aveva avuto il suo battesimo come membro effettivo della ciurma in una mite notte estiva, nel Mar dei Caraibi, quando ebbe il permesso di incidere le sue iniziali sul castello di poppa, accanto al nome del Capitano e del resto dei marinai: J.J.
Nel giro di poche settimane da quel magico momento il ragazzo ebbe anche il suo battesimo del fuoco quando il Cerdo si lanciò all'inseguimento della Endevour, un brigantino pirata al comando della famigerata "Mudface" Molly. L'intera situazione ebbe un risvolto inaspettato, dato che la criminale si rivelò essere una vecchia conoscenza del Capitano Do Santos impegnata in una lotta continua con la Corona Inglese per la liberazione degli schiavi tenuti in cattività nelle piantagioni caraibiche. Così il giovane J.J. alla tenera età di 12 anni, si trovò coinvolto in un'avventuroso assalto al fortino delle Giubbe Rosse, al fianco di valorosi marinai, intrepidi pirati e coraggiosi schiavi in cerca di salvezza.

Fu questa la scintilla che mise in moto gli incredibili avvenimenti che seguirono.
Al termine dell'assalto gli Inglesi riuscirono infatti a risalire, grazie alla soffiata di un traditore, al nascondiglio di Mudface Molly dove il Cerdo era alla fonda per riparazioni. Do Santos ed i più valenti delle due ciurme unite salparono sulla Endevour all'inseguimento della nave giunta in esplorazione prima che questa potesse tornare a riferire quanto scoperto al resto della flotta.
Dopo pochi giorni di inseguimento le due navi finirono coinvolte in una violenta tempesta in cui il vascello inglese venne inghiottito tra i flutti. Do Santos riuscì invece a domare la bufera e quando i venti finalmente si placarono la Endevour si ritrovò a navigare in acque ignote, in uno sconfinato cimitero navale. J.J. ed altri marinai giurarono di aver sentito il richiamo di aiuto di una fanciulla in mezzo al marasma, ma di lei nessuna traccia.

Mentre Do Santos nella cabina del Capitano scandagliava le carte nautiche cercando di capire dove si trovassero la nave venne urtata da qualcosa sotto il pelo dell'acqua. Anche se inizialmente tutti pensarono ad uno scoglio, si resero presto conto che si trattava di una immensa creatura marina che in pochi attimi replicò l'assalto danneggiando gravemente lo scafo. Il secondo di Mudface Molly, Samuel BlackSam Morgan, rimasto a governare la Endeavour insieme a Do Santos, riuscì miracolosamente a portarla a terra, sulle sponde di un'isola selvaggia, immensa e lussureggiante.

Fu così che Do Santos e la sua ciurma, di cui J.J. faceva orgogliosamente parte, approdarono per la prima volta sul suolo di Caribdus, per loro sfortuna però proprio in uno degli arcipelaghi più pericolosi: Torath-Ka.
La breve e violenta avventura vissuta sull'isola degli uomini rossi diede subito misura alla ciurma della Endevour della pericolosità e straordinarietà del luogo in cui si trovavano, alcuni giorni dopo i pochissimi superstiti alle creature preistoriche, ai sacrifici Ugak e le loro divinità primordiali riuscirono ad abbandonare l'isola su una piccola monoalbero rattoppata, lasciandosi alle spalle il relitto della Endevour e molti compagni caduti.
Do Santos perse entrambe le gambe in quella occasione, i sopravvissuti a Torath-Ka vennero tratti in salvo dal resto dell'equipaggio tra cui il giovanissimo J.J.

Cuwajo si dimostrò un'isola molto meno ostile e gli indigeni di Tulago ospiti molto più accoglienti e misericordiosi. Fu grazie a loro e presso di loro che i feriti riuscirono a ristabilirsi ed iniziarono ad orientarsi in un mondo che scoprirono essere assai distante e profondamente diverso, sebbene affine, al Mar dei Caraibi dal quale provenivano.
J.J. dovette adattarsi e crescere in fretta per aiutare il Capitano e la sua ciurma a trovare un posto in quel nuovo Nuovo Mondo.

Quando le ferite fisiche e spirituali iniziarono a guarire, Do Santos mise a disposizione la sua esperienza per entrare in affari con la gente di Tulago. Lasciò il comando della nave a BlackSam e la responsabilità dei commerci a Yanez. J.J. rimase però sempre il suo uomo più fidato.

Il ragazzo aveva una vera e propria venerazione per l'uomo che l'aveva cresciuto, per lui Do Santos era come un padre e la ciurma i suoi fratelli maggiori, non conosceva legami più profondi di quelli.
In pochi anni divenne un abile marinaio, dall'animo avventuroso e pronto ad obbedire ad ogni ordine, lesto ad arrampicarsi ed ansioso di dare il proprio contributo.
J.J. scoprì che Caribdus era un luogo assai più variegato e misterioso del mondo da cui provenivano. Conobbe le razze intelligenti che lo popolavano, a partire dai pittoreschi Masaquiani fino alle etnie più assurde e bizzarre.

Vivere la vita e le esperienze del viaggio e del mare era tutto ciò che il giovane potesse desiderare. Ogni viaggio attorno all'isola di Cuwajo che il piccolo schifazzo intraprendeva portava nuove entusiasmanti esperienze e J.J. non chiedeva di meglio che poterle vivere a pieno al fianco dei suoi compagni.

All'età di 17 anni Juan Jesus Navarro Blanco era già un vero lupo di mare, divenne inoltre un incredibile nuotatore e tuffatore, in grado di impressionare persino alcuni Doreen e la maggior parte della gente dei porti visitati con audaci tuffi acrobatici da oltre 20 metri d'altezza.
I Masaquiani ed i locali iniziarono ad applaudire le sue bravate acrobatiche e salutarlo come Blanco, o El Blanco, il secondo dei suoi cognomi ed anche riferito al tatau che nel corso degli anni aveva iniziato a disegnare con inchiostro bianco sul suo braccio destro, a partire dal fortino delle Giubbe Rosse in fiamme fino agli elementi più significativi delle più recenti avventure vissute per i mari di Caribdus.




venerdì 19 agosto 2016

Cronistoria degli eventi




  • ·        Anno 1690 Passaggio su Caribdus, nel mezzo di una feroce tempesta la nave Endevour viene trasportata in una nuova dimensione, alcuni membri dell'equipaggio durante il passaggio hanno sentito una voce femminile suadente chiedente aiuto. Alcuni giurano anche di aver visto tra gli spruzzi d'acqua della tempesta una donna camminare sulle acque, il resto dell'equipaggio pensa che sia uno scherzo della loro mente.


  • ·     Evitando i detriti di molti relitti, e sentendo degli strani tonfi sotto la chiglia della nave, l'equipaggio di Do Santos riesce grazie alle abili manovre del secondo Samuel Morgan ad approdare, dopo inevitabili urti su di una spiaggia, l' Endevour purtroppo però è inservibile.

  • ·     Dopo l'incontro con i primi "indigeni locali" il resto dell'equipaggio riarma un relitto ( uno schirazzo, ad un albero ) in buono stato rinvenuto sulla battigia e parte verso Ovest, il capitano Do Santos ha entrambe le gambe spezzate ed una febbre molto alta.

  • ·     L'equipaggio sotto la guida del neo promosso Capitano Samuel "Black Sam" Morgan prende il largo. Nel frattempo le condizioni cliniche di Do Santos sono peggiorate vistosamente, nonostante le incessanti cure di JJ. Do Santos è in preda a deliri e vaneggiamenti, parla di streghe e di aver visto tra le onde una donna insanguinata che lo chiamava e nel sonno ripete a tratti "Non si ferma sta salendo, sta salendo, dobbiamo fermarla".

  • ·   Lo schirazzo impiega circa 3 settimane per arrivare in vista della prima terra. Scopriranno in seguito che si tratta dell'isola di Cuwayo [pronuncia dei locali Suwayo], nello specifico arrivano in un villaggio composto di case perlopiù di legno, abitata da una popolazione di pelle scura, molto simile agli africani. Il villaggio si chiama Tulago.


  • ·         L'equipaggio viene a conoscenza che il capo villaggio, Benga Mamoto, è noto tra la sua gente per essere un capo spirituale ed un curatore, il cui compito è anche quello di guidare la popolazione, circa 400 anime, e funge da autorità per dirimere dispute o in genere interviene nelle decisioni importanti, benché nel villaggio non vi siano forme di governo.

  • ·         Gli indigeni sembrano ben organizzati in una piccola colonia, che produce una grande quantità di cibo e legname, la produzione viene suddivisa tra la gente in modo equo il surplus viene invece stoccato in grandi magazzini rialzati da terra per evitare che topi o altri parassiti lo danneggino. I Tulagani sono grandi lavoratori ma non hanno dalla loro l'esperienza e le capacità manuali per rendere le materie prime in prodotti finiti da esportare e sono quindi costretti ad aspettare che qualcuno venga a far commercio da loro.


  • ·         Il capitano Do Santos viene salvato grazie alle cure del santone, ma perde entrambe le gambe che gli vengono amputate e necessita di riposo assoluto per almeno 3 mesi. L'equipaggio decide di rimanere e si rende utile come può ringraziando per l'ospitalità ricevuta.


  • ·         Narra la vicenda che nel lontano 1632 una banda di schiavi si ammutinò al largo della Costa D'Avorio costringendo gli schiavisti a riportarli a casa, ma la nave si smarrì tra le nebbie giungendo su Caribdus. Il vascello degli schiavisti si fece strada combattendo fuori dal Mare dei Relitti verso sudovest per approdare nel punto dove ora sorge Tulago. Gli africani processarono e giustiziarono i loro carcerieri come prevedevano le loro usanze, ma non essendo in grado di manovrare la nave la smantellarono usando il materiale ricavato per costruire le prime dimore. Poco dopo iniziarono a coltivare la fertile terra divenendo oggi una delle più prospere tra le comunità agricole di Cuwayo. Dato il loro passato ogni uomo si considera libero e non esiste alcun governo. L'atmosfera di Tulago è un atmosfera piacevole per chi è abituato ai grandi ed operosi porti. Il villaggio è costruito attorno ad una piazza centrale, non prevede edifici ufficiali: ogni abitante è responsabile delle proprie azioni, e se qualcuno commette un crimine l'intero villaggio emette la sentenza. Il fulcro dell'attività del villaggio è la fossa del grande falò. Oltre ad essere il luogo di raduno delle feste notturne, è anche il punto in cui gli abitanti del villaggio si radunano per discutere delle questioni importanti. Dopo una dura giornata di lavoro la gente di Tulago si raduna attorno al grosso falò per bere, mangiare cantare e danzare. Gli abitanti del villaggio si cimentano in danze tribali per ricordare il loro popolo perduto e raccontano storie delle loro famiglie e di ciò che si sono lasciati alle spalle. I tulagani adorano anche ascoltare le storie degli altri popoli e li invitano volentieri a sedersi al falò con loro se amichevoli.



  • ·         Per il recupero completo del Capitano Do Santos serviranno in realtà 4 mesi, durante i quali l'equipaggio rimastogli fedele esplora le vicinanze di Tulago, venendo a conoscenza a grandi linee della morfologia geografica dell'isola di Cuwayo. Scopre così che a nordest dell'isola sorge l'imponente città di Baltimus, sua capitale, mentre a nordovest si erge il villaggio di Maroa, abitato pare, da una strana razza alata. Ad ovest dell'isola invece c'e' un mastodontico insediamento noto come Deiking abitato esclusivamente da orientali, che alcune leggende narrano che siano discendenti del popolo cinese, altri li identificano come popolazione locale.


  • ·        Durante i 4 anni successivi  ,ripresosi e riorganizzatosi Do Santos fiutando l'imperdibile occasione, e capendo di essere giunto il momento per lui di mollare l'ancora, con l'aiuto dell'equipaggio superstite e degli amici Tulagani ormai diventati alleati, fonda una piccola compagnia di commercio marittimo, stipulando con il capo Benga Mamoto, un contratto di collaborazione commerciale a prezzi vantaggiosi per entrambi e pone le basi per la creazione di un insediamento ad ovest di Tulago. L'equipaggio ingrossatosi leggermente con l'adesione di alcuni Tulagani curiosi di esplorare i mari inizia quindi a commerciare tra le coste di Cuwayo, comprando dalle colonie di produzione e rivendendo nei grandi mercati di Baltimus e Daikin. Do Santos lascia definitivamente il comando dell'equipaggio e della nave al Capitano Morgan occupandosi di gestire la piccola compagnia con sede ad Albatros's Nest, che per ora vanta poco più di una decina di case.

    Albatros's Nest
  •  ·        Sono passati circa 5 anni, le vostre vite sono irrimediabilmente cambiate e la vostra casa ormai è Albatros's Nest, l'avventura attende solamente voi, mollate le cime razza di fannulloni da stiva...

sabato 6 agosto 2016

Novembre 1879

California Arriviamo!
Tregua ripristinata tra Union Blue e Black River. Sebbene non sia ancora stata fatta completamente chiarezza sulle circostanze dell'assalto di settembre sulla tratta Dodge City - Little Rock, entrambe le compagnie si sono dichiarate disposte a chiudere un occhio pur di raggiungere un accordo con la Denver Pacific.
La compagnia del Colorado, di proprietà della Smith&Robards, e la sua tratta già stesa di binari che arrivano fino in California, è la soluzione per riprendere la corsa al fianco di Iron Dragon, già inoltrata nel labirinto, e Bayou Vermillion e Dixie Rails in lotta con le difficoltà del deserto del Mojave.
Se Mina Devlin o Joshua Chamberlain riuscissero ad annettere o giungere ad un accordo definitivo ed esclusivo con la Denver Pacific si ritroverebbe aperta la via per Lost Angels, ben altro discorso per le porte della città, che probabilmente rimarrebbero ben sprangate con il Reverendo Ezekiah Grimme in persona pronto a prendere a bastonate ogni Barone delle Ferrovie in circolazione.
Amen fratelli!

Wasacht fuori gioco
Dopo l'incidente delle merci difettose, nelle quali i convogli Denver Pacific si sono sbarazzati di tutti i macchinari Wasacht destinati alla costruzione dei nuovi binari che trasportavano, i rapporti tra le due compagnie sono rimasti congelati.
Possibile ci siano altri interessi dietro l'inimicizia tra i due cartelli? In fondo Darius Hellstromme, proprietario della Wasacht, ed i signori Jacob Smith e Clifton Robards, titolari della Denver Pacific, sono i più noti e riconosciuti mecenati e promotori della tecnologia a pietra fantasma e, come tutti i più geniali inventori che non trovano modo di collaborare, non possono proprio fare a meno di pestarsi i piedi a vicenda.
Ad ogni modo chi ci perde in tutta questa faccenda è sicuramente la compagnia di Hellstromme. La Wasacht è infatti impossibilitata a portare le sue truppe ed i suoi binari fino a Lost Angels nei tempi previsti ed il suo abbandono della corsa al Caffé della California è ormai scontato.
Fuori uno!

Strage senza fine
Ricorre questo mese il quindicesimo anniversario del primo scontro avvenuto lungo le sponde del Sand Creek, Colorado.
Il 29 Novembre 1864 l'esercito dell'Unione sconfiggeva (qualcuno dice "massacrava") le tribù Cheyenne e Arapaho in una sanguinosa battaglia in cui si stima persero la vita quasi 200 nativi.
Sul luogo sorse un insediamento che nel corso del decennio di conflitti successivo venne più volte distrutto e ricostruito fino ad essere abbandonato per sempre nell'ultima battaglia del '75.
La notizia è di pochi giorni fa, sembra che il ranch fantasma sia stato teatro di un ennesimo scontro a fuoco tra i Texas Ranger ed una banda di fuorilegge. A testimoniarlo le voci giunte a Santa Fe, Nuovo Messico, al ritorno dei militari confederati e le decine i corpi lasciati a marcire tra le rovine.
R.I.P.

Oro Nero nel Midwest
Notizie inebrianti dai territori contesi: Prosperity, Kansas, nasconde una vena di pietra fantasma!
Il giacimento sembra essere affiorato a seguito di una scossa di terremoto avvenuta ormai diversi anni fa, ma fino ad oggi nessuno si era mai accorto di avere un vero e proprio tesoro a due passi e mezzo da casa.
Prosperity venne abbandonata molto prima della scossa, durante l'infuriare della Guerra Civile e, nonostante le voci su un presunto tesoro sepolto, nessuno aveva ancora portato notizie certe a riguardo.
Presumiamo dunque che l'oro di cui si parla nelle leggende fosse di colore nero, bruciasse a temperature altissime e fosse il minerale più bramato dei nostri tempi.
A James Adam Perry l'onore della scoperta: l'uomo ha caparbiamente ingaggiato ed equipaggiato una posse per esplorare l'area, successivamente ha venduto l'informazione e preso accordi con la Black River per la costruzione di una nuova stazione di carico lungo la linea Dodge City - Little Rock e l'istituzione di uno snodo commerciale in diretto collegamento con la miniera.
La nuova cittadina, nemmeno a dirlo, prenderà il nome dal suo fondatore, Perry, e vedrà probabilmente la luce entro primavera.
Excelsior!

mercoledì 27 luglio 2016

Errando per Laitia - Interludio 1

De li Studi Sedentari et Scoperte Itineranti

La permanenza a Zena de lo illuminato Magistro Alburno fu lunga più del preventivato. Li misteri de la Regola Aurea si rivelarono sfuggevoli et a tratti anco mutevoli, ma l'Alchimia è scientia esatta, seppur basata su ragionamenti circostanziali, et così a volte per far quadrare una formula cabalistica occorrono taluni magheggi... o approssimazioni o quadrature... a seconda di quanto vogliate esser cristallini.

Invero lo saggio Alburno mi rivelò che lavorare a lo fianco di Ottavianus Firminus fu grandemente illuminante et occasione per ampliar le già vastissime conoscenze de lo nostro Magistro favorito, ma più che la parola diretta del sapiente di Zena poté la quantità spropositata di tomi ch'egli custodiva ne lo suo studio privato.
Alburno passò giorno et notte a scartabellare, relegando a lo sonno giusto le ore necessarie per non collassare. Per uno limitato periodo di tempo sperimentò una tecnica appresa da lo folle Paculbio, suo mentore precedente, secondo la quale sonnecchiando per uno quarto di clessidra ogni quattro piene fosse possibile restar sveglio indefinitamente. Crollò a faccia in giù sui tomi dopo nemmeno due girodì et Firminus si arrabbiò molto per la bavetta trovata su le pagine ingiallite et delicate di sua proprietà. 

L'impresa che davvero rende lo Magistro Alburno degno di menzione è lo fatto che riuscì a portare avanti lo sviluppo de la Regola Aurea et contemporaneamente ad applicarne li principi a le notioni da lui già padroneggiate, di fatto perfezionando la sua già magnificente opera.
Stabilizzò la formula de lo filtro azzurro, Imago Mentis, rendendolo maggiormente duraturo et affidabile a prezzo di uno piccolo effetto collaterale ne le distillazioni meno pure. Un inconveniente che l'alchimista, confidente nella eccellenza della sua opera, ritenne minore et perfettamente trascurabile.
Raffinò et battezzò lo suo filtro di cura universale, appellandolo Panacola, di colore scuro, da ingerire in caso di malattia et avvelenamento o da versare direttamente su ferite aperte et fresche per accelerarne la rimarginazione. La più grande vittoria fu a tal riguardo quella di dare alla sostanza un sapore dolciastro, gradevole al palato et una bizzarra effervescenza.
Infine, ma primo per importanza, studiò su le carte et tomi antichi la posizione di cave et giacimenti in tutta Laitia ove poter trovare li ultimi componenti per compiere lo suo più grande et prossimo progetto, lo primo vero passo verso la grandezza: la Crisopea, nota ai più col nome di Pietra Filosofale.

Tutto questo mentre, per pagarsi vitto et alloggio, Alburno prestava aiuto con scartoffie e commesse de lo Magistro Firminus, che per un ausilio di tale eccelsa competenza avrebbe potuto dimostrarsi più che generoso ma che invece si limitò ad offrire uno giaciglio ne lo sgabuzzino de le scope et pasti appena appetibili. Sempre sotto lo sguardo storto et annoiato de lo buon Fidenzo.

De li suoi compari lo Magistro non ebbe notizie per lungo tempo, ma quando la formula de la Regola Aurea fu infine prossima a la stesura definitiva et le possibili future mete iniziarono ad esser chiare, egli volle scriver loro per ricostituire lo gruppo che aveva riscosso successi et compiuto atti eroici ne li mesi precedenti.
Lo primo a cui scrisse fu Frandonato di Tauria, che sapea esser in quel di Pelopia, assieme a Tristano. Gli domandò se lo Peregrino Scarlatto avesse avuto più rogne con li uomini di Gualfero di Epilorna et se entrambi fossero disposti a partire, di lì a breve, per nove avventure.
Infine scrisse a Serafino o, come gradiva esser chiamato a causa de lo suo infame passato, Magellino. Lo ragazzo, da quel che sapea, era rimasto in quel di Leceria et così indirizzò la missiva a la divina Xeriana, chiedendo di recapitarla et sperando che lo giovine ricco di coraggio, valore et astuzia fosse pronto a rimettersi al lor servizio.
Mai Alburno ebbe occasione di viaggiare con compagni più valenti di quei tre, e mai mancò occasione per ribadirlo, et si sarebbe sentito notevolmente più al sicuro con loro al suo fianco, su lo vecchio carretto da formaggiaro trainato da lo fido mulo Grullo.

lunedì 18 luglio 2016

Ottobre 1879

BANDITI E BARONI
La Guerra delle Ferrovie infuria, mentre la Iron Dragon, la Dixie Rails e la Bayou Vermillion si fanno strada fino al Commonwealth della California, Smith&Robards bloccano la corsa delle altre compagnie a Denver, Colorado: la Wasacht è ferma, Black River e Union Blue preferiscono invece pestarsi i piedi nel Mid-West.
Le dichiarazioni di Mina Devlin:
"L'attacco al convoglio è stato facilmente respinto, ci sono stati dei feriti anche tra i civili ma la Black River fornisce assistenza medica completamente gratuita in questi casi ed un adeguato rimborso economico nelle circostanze più sfortunate."
"Non possiamo eliminare del tutto i rischi nel viaggiare attraverso terre selvagge che fino a pochi mesi fa erano devastate dalla guerra, ma le nostre linee sono le più sicure, presto anche la seconda classe godrà di carrozze armate."
"I rapporti con la Union Blue possono essere ricuciti, ma Mr Chamberlain deve dimostrare di non essere coinvolto in quanto accaduto. Sono in corso indagini congiunte."
L'ex Generale unionista di contro ribatte:
"Mi sembra ovvio che le altre compagnie di zona (Wasacht e Denver Pacific ndr) abbiano timore di una possibile alleanza tra Union Blue e Black River e questo attacco è palesemente volto a minare i nostri accordi."
"Abbiamo valide risorse ed in circostanze come queste il completo appoggio dell'esercito dell'Unione, i banditi verrano stanati, smascherati e consegnati alla giustizia entro la fine dell'anno. Ogni informazione utile a riguardo verrà ricompensata generosamente."
"Mrs Devlin ha dimostrato di saper gestire gli affari di famiglia egregiamente, nonostante il lutto per suo marito, non si farà gettare fumo negli occhi dalla concorrenza. Ne verremo fuori e saremo più forti che mai."
Anche Darius Hellstromme si è lasciato sfuggire qualche commento sulla faccenda:
"Le insinuazioni di Chamberlain non mi toccano, se pensa che la mia compagnia sia coinvolta in questa faccenda sbaglia di grosso."
"Chamberlain e la Devlin giocassero alla caccia agli indiani, la Wasacht ha cose più importanti a cui pensare. Noi guardiamo ad Ovest, al futuro."
"Non c'è accordo con la Denver Pacific, ma non importa, abbiamo la tecnologia a pietra fantasma numero uno al mondo, creeremo altre strade."

SALOON IN FIAMME A DODGE CITY
Notte di follia nella cosiddetta "Città della Pace", il Longhorn Inn è stato dato alle fiamme in seguito ad una rissa senza precedenti.
Ritrovati alcuni corpi carbonizzati, si contano una ventina di feriti tra cui il vice Wyatt Earp intervenuto per placare gli animi ma che stavolta sembra aver avuto la peggio.
Il locale non è nuovo a questo genere di colluttazioni, si dice che il tutto sia scaturito da una mano di poker non andata nel verso giusto.
Il Longhorn rimarrà chiuso a tempo indefinito per indagini sulle circostanze dell'accaduto e messa in sicurezza dell'edificio.

AGGUATI PELLEROSSA LUNGO LA CHRISHOLM
Lo sceriffo federale Alfred Chapman informa i mercanti e viaggiatori di Kansas ed Oklahoma del debellamento della banda di fuorilegge responsabili delle recenti aggressioni e sparizioni avvenute lungo la pista Chrisholm.
Si trattava di un gruppo di nativi dissidenti che, tiene a precisare, non ha alcuna affiliazione con le tribù del Coyote.
I banditi ricevevano informazioni sulle potenziali vittime da una guida seminole piuttosto conosciuta nelle terre dei bianchi, oggi unico superstite della banda.
Il criminale, di nome Fanzij, risponderà per le atrocità commesse dai suoi compagni, verrà processato ed impiccato nei prossimi giorni a Wichita, Kansas.

VAIOLO? NO GRAZIE
Il Reparto di Controllo Epidemiologico degli Stati Uniti divulga una smentita sulle voci circa una possibile epidemia di vaiolo nei territori contesi.
Il mecenate e filantropo Paul Tulane, da New Orleans, dichiara che determinati fenomeni non dovrebbero esser presi alla leggera e finanzia il Medical College dell'Università della Louisiana per istituire un presidio medico specializzato ad Amarillo, Texas.
Ora che la Guerra Civile è conclusa Unione e Confederazione giocano ad accaparrarsi consensi. Magari per una volta i Territori Contesi ne avranno di che giovare?

sabato 9 luglio 2016

Settembre 1879

Oklahoma, al confine con il Kansas

L'ennesimo convoglio corazzato era appena ripartito dalla cittadina di confine di Harper, nient'altro di un piccolo agglomerato di edifici: un saloon, una stazione di posta, un magazzino, un emporio, quattro catapecchie che ospitavano i pochissimi residenti e la caserma, un tempo baluardo delle Giacche Blu contro gli assalti dei Chicasaw ed ora, alla fine della guerra, adibita a bordello e quartier generale dei mercenari al soldo della Black River.
Diligenze e viaggiatori arrivavano e si allontanavano con una certa frequenza da quella che era diventata una delle tappe più sicure della pista Chrisholm, alla biforcazione per Wichita.
A poche decine di miglia iniziava il confine con le terre del Coyote, eppure la costante presenza di uomini armati teneva lontane le bande di guerrieri indiani che preferivano, nelle loro scorribande, prendere di mira cittadine più isolate e viaggiatori solitari.

All'ombra di un portico Erik Singer sorseggiava annoiato dalla sua borraccia. La polvere formava uno strato quasi uniforme su quelli che qualche settimana prima erano vestiti lindi e di ottima qualità, lasciandogli solo da lontano la parvenza da gentiluomo che inizialmente si era tanto sforzato di mantenere.

Territori contesi significa terre di nessuno su cui tutti accampano diritti.
L'unica verità è che ogni singolo appezzamento di terra appartiene soltanto a chi vi si trova sopra al momento e soltanto per il tempo che riesce a difenderlo prima che qualcun altro arrivi a reclamarne il possesso.
Ora Harper appartiene ad una compagnia ferroviaria, la cosa è piuttosto ovvia.
Domani forse il Coyote la incorporerà entro i suoi confini, esigendo una tassa per tutti i non pellerossa di passaggio.
Un giorno ancora più in là, forse, esploderà una nuova guerra ed Unione e Confederazione la trasformeranno in un campo di carcasse, come molti altri luoghi un tempo ameni negli Stati non più uniti d'America.

Il dispiegamento di forze mercenarie era incrementato negli ultimi giorni. Dopo che il recente assalto al treno diretto a Little Rock aveva incrinato la fragile tregua tra la Union Blue e la Black River. E mentre Mr Chamberlain e Mrs Devlin portavano avanti accurate indagini e trattative diplomatiche per evitare di far scorrere ulteriore sangue, il numero di guerriglieri era pressoché raddoppiato così come quello delle carrozze armate su tutti i treni da e per Dodge City.
La Black River offriva una ricompensa per informazioni circa l'identità e la posizione della banda che aveva condotto l'assalto, ma distinguere le notizie utili e veritiere da tutte le frottole e dicerie avrebbe richiesto fin troppo tempo e fondi.

Erik Singer spolverava la sua bombetta, ne avrebbe dovuta comprare una nuova, preferibilmente ordinarne una su misura dal suo sarto di fiducia a Boston. Aveva scelto di dar poco adito alle faccende ferroviarie. Probabilmente la guerra per il monopolio della pietra fantasma era l'evento più importante, eclatante e massivamente sconvolgente attualmente in corso nel continente, ma proprio per questo preferiva rivolgere altrove la sua attenzione.

Tanta gente ha già orecchie ed occhi puntati sui Baroni e le loro dispute sanguinarie, mentre molti altri eventi, di piccola portata, passati in sordina, magari solamente sussurrati o accennati nelle parole di vagabondi stanchi, possono avere una rilevanza assai maggiore e risvolti decisamente inaspettati.

Le conversazioni dei viaggiatori vertevano su luoghi sperduti, anticamente teatri di stragi ed accuratamente evitati dalle piste più trafficate, come l'Arco dei Lamenti poco distante dalla diramazione nord-occidentale della pista, dal quale tenersi alla larga durante le notti di luna piena per via delle mortali maledizioni dei popoli nativi sterminati decenni addietro.

Alcuni residenti invece fantasticavano circa una cittadina un tempo ridente, di nome Prosperity, sperduta e dimenticata tra le alture ad occidente, trasformata in una città fantasma durante un vortice di violenza scoppiato anni addietro per accaparrarsi il bottino sepolto che i pellerossa avevano nascosto e dalla quale nessuno aveva mai fatto ritorno.

Da Wharton, cittadina ignorata dalla ferrovia per il suo anonimato e scarsa utilità, arrivarono invece voci di un possibile focolaio di vaiolo e della faida tra due cacciatori di taglie sulle tracce della stessa preda. Sembrava che per un pugno di dollari il veterano Good Boy Bill si fosse fatto sforacchiare in duello da un giovane pistolero mezzosangue Cherokee per stabilire chi avrebbe avuto il diritto di reclamare la ricompensa.

Le ombre si addensano e allungano tetre al calar della sera: eppure non sono rami secchi quelli che osserviamo danzare sulla parete, ma le minacciose grinfie del male. Un focolaio di vaiolo in un luogo isolato dal mondo fa più rumore di un treno che deraglia. E Wharton sia.