Un tenue e timido calore sembrò invece pervadere il petto di Kuzja quando uscì
per la seconda volta nella sua vita dalla Radura dei Sogni Infranti. Nel suo petto non batteva più il suo cuore umano, ma si sentì per un breve momento felice per ciò che aveva fatto. Aveva liberato il Ministro e pur non riponendo più nessuna fede ultraterrena in lei, rimaneva una figura colma di vitalità e potere. Una volta che Andrej e Kuzja la liberarono dal pozzo la presenza del Ministro fu sufficiente a riportare la Radura al suo originale splendore, scacciando il demone che ne aveva corrotto la natura. Kuzja ora sapeva che il potere che permeava la Radura non aveva nulla a che fare con la dea che in passato idolatrava, ma in ogni caso era affascinato dal potere che essa emanava. La sua mente era già proiettata su come sfruttare quell'enorme potere e su come attingervi ora che aveva trovato nuove vie per usare la Trama.Ma una piccola parte di Kuzja, nel profondo, era contenta di aver dato una seconda possibilità ai suoi vecchi fratelli ed al culto di Hala. Anche se per rendere possibile ciò aveva probabilmente perso definitivamente i suoi ultimi compagni di quel folle viaggio iniziato pochi mesi fa. Agli occhi di Mircej ed Astrid era una creatura infida ed inaffidabile. Aveva una volta di più tradito la fiducia di Mircej, gettandolo nel pozzo per far si che la creatura immortale che camminava nascosta dentro il divinatore mezzo vistani finisse nel pozzo, liberando il Ministro. Dopo questo avvenimento Mircej e la sorellastra Astrid non si sarebbe più fidati, ammesso lo abbiano mai fatto, di Andrej e Kuzia: non più due compagni ma due cinici morti viventi.
Kuzja lo comprendeva chiaramente: d'altronde anche lui non sapeva più di chi fidarsi. Bodo era morto da tempo e dopo di lui anche Mira. Lukan da tempo era distante e probabilmente non si era mai troppo interessato ai destini dei suoi compagni tanto da scappare con la coda fra le gambe: chissà alla fine forse è stato il più saggio.
Andrej era sempre più freddo e sanguinario, un cacciatore a tratti irrazionale solo desideroso di sangue senza altri apparenti fini. Martha era sempre più glaciale ed inumana: non parlava quasi più e si limitava a scrutarlo con i suoi occhi terrificanti. Prima Kuzja cercava la sua compagnia, vivevano la loro condizioni in modo simile e si supportavano vicendevolmente. Ormai era distante ed irragiungibile ed aveva abbandonato ogni rimasuglio di umanità per legarsi a doppio filo a Cornel. La presenza delle due inquietanti figure, ormai inseparabili, incuteva un profondo timore in Kuzja. Cornel e Carmilla, i suoi mentori, genitori e padroni lo trattavano come un bamboccio, un burattino nelle loro mani da cui si aspettavano soltanto che obedisse agli ordini senza dar troppo fastidio.

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