Buio come neanche nella piú tetra delle notti baroviane. Anche la
luce del Signore del mattino portata da Andrej non riesce a penetrare la
coltre oscura che riempe questa sala dimenticata: a malapena illumina
il volto del monach con una luce pallida e sbiadita, tremolante
nell'oscuritá che sembra inghiottirla da un momento all'altro. La
malvagitá è quasi palpabile nella sala mentre brancoliamo in fila
seguendo Pan Goe, diretti verso la campana che dovrebbe spezzare i
malefici che infestano questo monte e la sua valle. Ogni passo nel buio
accresce l'inquietudine sino a quando improvvisamente il demone d'ombra si manifesta ai nostri occhi : un'ondata di paura e crudeltà sovrannaturale ci investe, gelando innaturalmente l'aria intorno a noi. Il terrore pervade i nostri animi: io, Andrej e Goe
resistiamo, aggrappandoci alle rispettivi divinità che ci danno la forza per continuare ad
avanzare; Bogdan e Lukan invece, sopraffatti dal terrore, si staccano dal gruppo
scappando verso l'uscita.Il buio sembra prendere forma, esplodendo tutto intorno a noi in un inferno di fiamme cieche che mordono e dilaniano la nostra carne. Un improvviso ed insopportabile dolore che non pensavo possibile mi attanaglia le membra e l'anima. Il dolore lancinante mi accompagna solo pochi attimi, poi tutto inizia ad abbandonarmi e scivolo nella più completa e silenziosa oscurità. A quel punto non c'è altro che sordo buio: non c'è più il mio corpo, non ci sono più i miei compagni, non ci sono più suoni, forse non c'è neanche Hala.
Buio, solo buio ...

Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un commento a questo post :