mercoledì 10 settembre 2014

Nuovi volti, nuovi dubbi...



Martha, Kuzja Andrej e Bogdan esausti dagli inseguimenti e dalle vicende del recentissimo passato si apprestavano ad entrare a Vallaki. Davanti a loro si estendeva la città erano in vista delle porte e percorrevano la strada che li separava dal meritato riposo, direzione tempio del Dio del Mattino. 

Bogdan già pregustava il meritato riposo, un letto comodo dove stendersi e per un attimo mettersi alle spalle tutte le vicende dei giorni seguenti, mille domande riecheggiavano nella sua testa, ma la paura delle risposte lo rallentava la sua indole di cercatore. Si era quasi abituato a conviverci con certi quesiti ed aveva deciso di attendere, come un predatore attende la sua preda nascosto nell'ombra della sera, pazientemente, con fare meticoloso, progettando nel labirinto della sua mente le mosse da fare. 

Ma come al solito ogni piano non va mai come previsto, ecco dunque che due strani individui, più che altro ragazzini si parano davanti al gruppo, sono un ragazzo ed una ragazza. Da una rapida occhiata risulta evidente che la ragazza guadagni il suo pasto quotidiano attraverso l'uso della vistosa arma, sapientemente arrotolata che ondeggia a tracolla della sua schiena, il ragazzo invece ha uno sguardo vispo forse anche troppo in effetti.

Istintivamente, come un predatore che imporovvisamente diventa preda, Bogdan rallenta il passo, dai suoi insegnamenti, di cui ha confusi ricordi, ma per una strana ragione ricorda molto bene come metterli in pratica, sa bene che è giusto mantenere una posizione defilata per meglio analizzare cosa sta accadendo.
Non disdegna di essere nel vivo della battaglia, ma sa bene che l'effetto sorpresa può essere determinante per il buon esito di uno scontro. Meticolosamente inizia, quasi come se fosse un rituale al quale affidarsi, a spaziare con la vista in cerca di possibili minacce, incessantemente il suo sguardo vola tra angoli e nascondigli, come se lui avesse scelto quel campo di battaglia, come se lui fosse colui che vuole portare a termine l'agguato. 

Le sue sensazioni però si rivelano questa volta mendaci, i due sembrano essere effettivamente soli, sembrano essere effettivamente quello che dimostrano, due ragazzini con un rotolo di pergamene in mano.
Eppure qualcosa non torna, il ragazzo freneticamente sceglie le parole, quasi come se fosse fatto di proposito, sembra voler innervosire il resto del gruppo e dice di chiamarsi Mircej.

I due propongono al gruppo di seguirli in un posto meno in vista, sembra che nel plico che portano ci siano delle informazioni, la ragazza dai modi rudi sembra agli occhi del cacciatore onesta ed a giudicare dalla sua corporatura e dalla sua giovane età difficilmente potrebbe essere indottrinata nell'arte del sotterfugio, dice di chiamarsi Astrid. Il ragazzo invece risulta molto strano, difficile capire in cosa si diletti, ma di certo i suoi modi sono forzatamente indirizzati allo scopo di innervosire il gruppo e lo fa senza nasconderlo troppo, oppure è una testa calda di natura. Peccato che non sappia cosa il gruppo abbia passato nel recente passato, forse sta tirando troppo la corda, pensa tra se e se Bogdan.

Vedendo che il resto del gruppo si avvia verso una casa adiacente al punto di incontro, Bodo si defila approfittando della confusione generata dal discorso in essere e velocemente svanisce dietro un angolo. Seguendo il gruppetto appena formatosi entrare in una casa, casa Grau, si apposta appena sotto alle finestre per udire cosa accade all'interno. La prudenza a Barovia non è mai troppa e spesso quel che sembra non è, Bogdan ha imparato questa amara lezione fin dalla sua gioventù. Per un attimo, ancora oggi a distanza di anni, un fremito gli corre lungo la schiena, per un attimo gli occhi si inumidiscono, per un attimo il suo cuore sobbalza in petto mentre le nocche delle sue mani, chiuse a pugno, si sbiancano perchè il sangue viene trattenuto dalla stretta del tutto involontaria.

Sembrerebbe che le pergamente che Astrid e Mircej portano, siano delle taglie messe sulla testa di tre componenti del gruppo, dai discorsi all'interno Bodo capisce  che si tratta di , lui , Andreji ed il Caliban, e sembrerebbe che fossero indirizzate direttamente a Vallaki da un emissario del Conte, ma che i due ragazzi insieme a qualcun'altro siano riusciti a dirottare l'arrivo delle pergamene. Vallaki a quanto asseriscono i due giovani non è sicura, per questo i due, per ordine di Lavinia la Veggente, la madre del ragazzo, hanno intercettato il gruppo offrendo al contempo un posto dove riposarsi e rintanarsi affinchè le acque si calmino.

All'interno, il connubio tra, stanchezza e sospetto del gruppo e sfacciataggine del ragazzo sfocia immancabilmente in un diverbio più o meno acceso. Bogdan entra di soppiatto per fornire aiuto quando ormai Andreji ha letteralmente scaraventato il ragazzo verso il muro, e Kuzja ha scoccato un quadrello della balestra, trafugata al ragazzo, verso il soffitto. L'aria è tesa, Bogdan rimane colpito dalla determinazione del duo Andreji e Kuzja, forse è la stanchezza o forse la frustrazione per veder rovinato il loro progetto iniziale di avere un momento di calma, ma i nervi nei due sono sicuramente a fior di pelle, l'attegiamento irritante, ad essere buoni, del ragazzo non fa che enfatizzare il tutto.

Il gruppo dopo aver ascoltato le parole dei due giovani, decide di inviare Martha ed Andreji verso il tempio del signore del Mattino, inizialmente decidendo di non assecondare la richiesta dei due di andare a visitare la Veggente. Al tempio ad Andreji viene richiesto di officiare le funzioni del Mattino del giorno dopo, e Martha si incammina verso il resto del gruppo, che nel frattempo teneva sotto controllo i due e rimaneva in attesa ed al sicuro a casa Grau.

Il mattino seguente Andreji torna dopo aver officiato le funzioni, poichè tutti i monach erano assenti, per scoprire che Martha non è rientrata, il gruppo viene così messo al corrente che è effettivamente scomparsa e decide di recarsi a Villa Buchvold nella speranza che sia li. 

Bogdan, ricorda le ultime parole che Martha gli ha conferito all'orecchio, ma non vuole rassegnarsi a credere che la ragazza li abbia effettivamente abbandonati, chi si preoccupa così per due componenti del gruppo mostra un empatia che difficilmente può essere ignorata, per salvarsi la pelle. Certo è che per Martha forse sarebbe più sicuro andare per la sua strada, non è ricercata, non ha fatto clamore e non deve nulla a nessuno in un mondo come Barovia, il debito morale verso il gruppo che le ha salvato la vita è stato ampiamente ripagato. Ma quello sguardo non era lo sguardo di chi vuole andare via...oppure Bodo le donne non le ha mai capite...

Arrivati alla villa scoprono però che in realtà si tratta della dimora di Adrian Buchvold, il fratello di Emilian Buchvold che non mantiene buoni rapporti con il fratello da anni. Un bel buco nell'acqua.

Il gruppo decide quindi di andare a pagare visita alla Veggente, in cerca di risposte alle tante domande che continuano ad aumentare fin da quando sono partiti...

martedì 19 agosto 2014

L'Imboscata





Non era tanto per ciò che era successo. Aveva imparato fin troppo bene a conoscere il modo di agire deciso della madre, non era una persona che affidasse le proprie azioni al caso. Era piuttosto per ciò che lui stesso aveva provato. Avrebbe dovuto seguire le istruzioni, collaborare con la Thaani, controllare che tutto andasse per il meglio, infine non si sarebbe nemmeno dovuto esporre arrivando così vicino al cavaliere, eppure aveva reagito diversamente, aveva avuto pietà per quegli uomini aggrediti così selvaggiamente, aveva persino provato a farne fuggire uno cercando di ferire il suo cavallo con un debole utilizzo della Trama, seppur fallendo, andando contro ogni strategia di combattimento e di sopravvivenza.
La madre aveva ordinato quell'inatteso - a sua detta- massacro per proteggere i 3 sconosciuti, giustificandosi per il fatto che doveva essere soltanto uno il corriere, ma era davvero così importante il numero? Non era piuttosto l'azione, il simbolo, il gesto, ciò che più importava e contava davvero? Era fin troppo chiaro alla sua brillante mente che non fosse affatto la prima volta che la madre si metteva contro l'autorità in quel modo, anzi quest'episodio forse poteva davvero collocare la madre e il Guardiavia in una Fazione segreta opposta ai Von Zarovich o qualcosa del genere, ma c'era comunque bisogno di più prove prima di arrivare a conclusioni affrettate, questo lo sapeva bene. Ma quelle 3 persone erano costate delle vite, quindi dovevano giocare a loro modo un ruolo più o meno importante in tutta questa storia, sia che ne fossero consapevoli o meno, e lui ormai non era più un ragazzino, questa volta sarebbe andato più in fondo, avrebbe cercato di scoprire qualcosa in più. Questo evento aveva sancito una volta per tutte il suo allontanamento dall'ombra della madre, e in qualche modo lui sapeva che anche lei ne era già consapevole, anzi, in qualche modo era certo che fosse stata proprio a lei scegliere di proposito quell'occasione. Lavinia non lasciava mai niente al caso.

(scritto da George)

mercoledì 13 agosto 2014

LAVINIA LA CIECA





Quello di Lavinia la Cieca è un nome noto in gran parte della Barovia settentrionale.
Lavinia risiede nel Vicolo delle Antichità di Vallaki, è proprietaria di una piccola bottega di articoli esoterici in cui un tempo esercitava anche un'altra professione, quella della Veggente.
Nata da padre vistani e madre baroviana, in Lavinia scorre il sangue del clan Zarovan da cui fu allevata nel campo permanente nei pressi del Villaggio di Barovia. Crebbe condividendo con loro usi, costumi e conoscenze e finì per sposarsi con uno di loro.
Di ciò che avvenne in seguito lei preferisce non parlare, ma sembra che dopo aver partorito molto giovane il suo primo figlio venne allontanata dal clan e abbadonata dal marito e dopo aver viaggiato a lungo senza meta trovò infine rifugio nei pressi di Vallaki, dove iniziò ad esercitare la sua arte di Veggente e si guadagnò una certa fama tra gli arcanisti e studiosi dell'occulto.
Quello di Lavinia la Veggente divenne un nome importante a Vallaki, conosciuto quasi al pari di quello del Toret e del Borgomastro, e sebbene il primo rifiutasse di avere a che fare con lei, non è segreto che Nicolai Ionelus abbia più volte nel corso degli anni cercato il suo consiglio.
Lavinia crebbe suo figlio lontano da suo padre e non ebbe più nulla a che fare con lui e con il resto del clan, si sparsero voci che il ragazzo condividesse con la madre il talento per l'occultismo e la capacità di vedere oltre lo spazio ed il tempo, ma avvenne un fatto che mutò radicalmente lo stato delle cose.
Tra coloro che si recavano nella bottega di Lavinia in cerca di consiglio non era raro incontrare facoltosi boiari o ricchi rampolli di nobili casate in decadenza in cerca di un consiglio per incrementare il proprio potere. Tra questi giunse Svetlana Ivilskova, baronessa e proprietaria terriera che aveva visto nel corso degli ultimi anni dimezzarsi il proprio patrimonio sotto le continue vessazioni dei Von Zarovich e loro boiari. Quello che Lavinia e la Baronessa si dissero rimane un mistero, ma secondo alcuni la conversazione fu molto animata.
Alcuni giorni dopo gli Ivilskovas capitolarono. Un importante investimento con la famiglia Boritsi del Borca si rivelò una truffa, un incendio devastò gran parte delle piantagioni di loro proprietà ed un gran numero di servitori si ribellò saccheggiando e distruggendo le loro proprietà ed abitazioni. Svetlana Ivilskova venne trovata morta, impiccata al maestoso lampadario dell'atrio della sua magione a Vallaki, che da allora venne abbandonata e cadde in rovina.
In molti iniziarono a sussurrare che la responsabilità di tutto fosse della mezzovistani e di una potente maledizione da lei scagliata contro la nobildonna, altri sostennero al contrario che fu proprio la baronessa a maledire la veggente in punto di morte incolpandola del crudele destino della sua casata. Fatto sta che la gente iniziò a temere Lavinia e la presunta influenza che era in grado di esercitare sulle sue visioni.

Lavinia non confermò, né ritirò le accuse. Si ritirò nella sua bottega, rifiutando coloro interessati alle sue divinazioni dicendo di aver perso il dono arcano della vista sul tempo e sullo spazio. Limitandosi al commercio dei pochi e rari articoli in suo possesso vive da allora isolata dal resto della comunità che un tempo la credeva una sorta di oracolo e viene oggi ricordata come Lavinia la Cieca.
Lavinia rimane una personalità di spicco a Vallaki, temuta per aver rovinato una famiglia un tempo nobile e potente e rimpianta per i suoi immensi poteri divinatori misteriosamente svaniti, nella sua bottega senza insegna è possibile trovare reagenti rari e costosi, alcuni antichi tomi arcani e qualche oggetto misterioso dall'utilizzo sconosciuto.
Gli unici a farle visita sono viaggiatori e curiosi, il resto dei baroviani di Vallaki non ha ormai nulla da voler condividere con lei.

venerdì 1 agosto 2014

VALLAKI





Annidata all'estremità occidentale del Passo di Svalich, Vallaki è un crocevia di scambio per l'intero Nucleo meridionale. Un tempo il borgo era un gettonato luogo di vacanze sul lago per le antiche famiglie nobili, ma da allora è divenuto uno dei cuori pulsanti dell'economia di Barovia.
La valle circostante è disseminata dei vigneti e distillerie più prestigiose del reame. Vallaki è abitata da un gran numero di pescatori, che salpano contro ogni intemperia per strappare al lago Zarovich il suo ricco bottino di pesci d'acqua dolce. Considerando la natura superstiziosa della maggior parte dei baroviani, i pescatori del borgo conoscono innumerevoli leggende di orrori nascosti nelle profondità del lago Zarovich, dalle streghe cannibali a seducenti spiritelli e perfino piovre giganti.
Anche se le sue stradine e vicoli appaiono piuttosto modesti e anonimi, Vallaki ha la sinistra reputazione di nascondere numerosi segreti arcani.
Tra le rumorose botteghe dei fabbri ed il mercato del pesce vi sono piccoli negozietti antiquari e di libri che trattano merci esoteriche ed articoli per medium e studiosi dell'occulto.
Nel cimitero monumentale della città si erge il Mausoleo dei Von Zarovich e le cripta di moltissime famiglie nobili del passato e del presente del dominio.
Numerosi saggi a Vallaki studiano meticolosamente le stelle ed i corpi celesti nel cielo della sera e girano voci di bizzarri culti astrologici nel borgo. I cittadini più conservativi criticano questa attività occulta e la associano al credo pagano degli antichi Terg, i cui demoni servitori si dice vaghino ancora per le strade del borgo durante la notte.
Vallaki è divisa nel prosperoso Borgo Alto e lo squallore del Borgo Inferiore. Il primo circonda una antica cittadella costruita dai Terg nel loro stile distintivo, con cupole e spirali, archi circolari e strette arcate con colonne sottili.
Il borgomastro, Nicolai Ionelus, è un uomo anziano che ormai ha superato i 70 anni divenendo particolarmente cocciuto e paranoico. Vive nella Cittadella con la sua famiglia. Ha fatto sua la fortezza senza nome, ospitando tutta la sua famiglia estesa insieme alla guarnigione del borgo nelle sue ampie sale. Tra tutti i boiari, Ionelus, è considerato uno dei più riguardevoli borgomastri. Anche se testardo e calcolatore, è un uomo d'onore ed è noto per fare spesso uso dei servizi di avventurieri mercenari per un numero svariato di incarichi.
Senza dubbio la sistemazione più confortevole del luogo, e a detta di molti anche dell'intera Barovia, è la Locanda delle Acque Azzurre, provvista di camere e cibo di ottima qualità.
Fu originariamente costruita come sala di caccia dei Velikovnas nel terzo secolo. Anche se i prezzi sono piuttosto salati, tra i servizi disponibili ci sono stanze per incontri privati, una veranda con vista sul lago Zarovich ed il monte Baratak e servizio in camera con la migliore tsuika della distilleria Romulich.

Nel Borgo Alto, oltre l'imponente Cittadella e la Fortezza Senza Nome, hanno sede anche la Chiesa di Ezra nel cui Sanitarium si prestano cure alle personalità più abbienti, la somma autorità è il Toret Costinus che ha ereditato la delicata guida del tempio dal suo predecessore arso vivo dai Gargoyle d'Ebano, ed un distaccamento amministrativo del Vardo Rosso, i cui magazzini sono situati presso i moli privati poco distanti. La Locanda delle Acque Azzurre si trova al termine di questi moli, offrendo una splendida visuale di tutto il lago Zarovich, da lì, risalendo lungo la Via degli Artigiani si può, attraversando uno stretto arco e scendendo qualche scalino, arrivare al Vicolo delle Antichità, luogo tanto caratteristico quanto ricco di personaggi misteriosi.
Tra le botteghe è rinomata quella senza insegna di Lavinia la Cieca, una mezzovistani residente a Vallaki da tempi immemori con la fama di Veggente. Sebbene abbia in città molti detrattori e alcuni la ritengano una ciarlatana, secondo altri è l'anonima bottega di Lavinia in cui è possibile reperire gli ingredienti più rari e raffinati per alchimisti e magicanti e si dice che lo stesso Borgomastro Ionelus abbia diverse volte beneficiato delle sue doti divinatorie per dipanare i misteri accorsi nella sua città nei lunghi anni del suo mandato.

Il Vicolo delle Antichità è anche una via di passaggio piuttosto diretta per il Borgo Inferiore, essendo facilmente accessibile dal mercato del pesce, sicuramente il più grande ed affollato dell'intera Barovia. Da qui la parte meno ricca e più malfamata del borgo si estende lungo tutto il porto vecchio con le barche dei pescatori ed i magazzini carichi di merci di ogni tipo.
La Locanda del Mostro del Lago è un grosso casermone aperto giorno e notte e sempre affollato, pieno di stanze comuni per quelli che, una volta sforato il tramonto a causa della sbronza, non si arrischiano ad avventurarsi verso casa attraverso la densa foschia che si alza dal lago al calar delle tenebre.

Superato il porto il Borgo Inferiore prosegue tra le abitazioni fino ad arrivare al colle su cui sorge il cimitero cittadino. Cinto da mura atte a tener lontani i saccheggiatori di tombe e molto più spesso a rinchiudere i morti irrequieti, il Cimitero Monumentale di Vallaki esercita un fascino antico e terribile sugli abitanti del borgo. Tutte le famiglie che nella storia di Barovia hanno mai contato qualcosa possiedono almeno una cripta in questo luogo e questo include anche i Von Zarovich il cui Mausoleo è esattamente sulla sommità dell'altura. La costruzione che però genera il maggior numero di voci e leggende è la famigerata Cripta di Quinn Roche, che si narra celi nelle sue profondità un vero e proprio dedalo di stanze e corridoi e custodisca centinaia di armi e armature antiche e incantate, senza considerare la miriade di trappole letali e, come in molti sussurrano, i resti non-morti del loro antico proprietario, un invito tanto allettante quanto letale per molti folli baroviani e avventurieri di altre terre.

Infine va fatta menzione del Lungolago meridionale, zona ricca e amena. Lungo la Vecchia Svalich sorgono innumerevoli ville sulle terre di proprietà delle famiglie nobili: Ivilskovas, Katskys, Petrovnas, Romuliches, Buchvolds, Trikskys, Velikovnas, Wachters e altre il cui nome oggi non è tra i più noti e le cui proprietà sono ormai fatiscenti e abbandonate. Ogni residenza è spesso circondata da vigneti di proprietà, con le relative distillerie e diverse altre colture, rendendo il Lungolago la più estesa delle aree di nota del Borgo ma anche la meno popolata.

Alle opposte estremità della zona del Lungolago sorgono altre due importanti strutture. Appena al di fuori del Borgo Inferiore trova sede quello che viene definito il Sanitarium dei derelitti, ovvero l'Ospizio di Hala, luogo in cui gli adepti, i cerusici ed altri volontari offrono ospitalità ai viandanti senza denaro per alloggiare nelle locande del borgo e prestano cura ai malati più indigenti. Il luogo ha sempre destato sospetti tra la popolazione e tra le autorità perché nessuno si aspetta che qualcuno offra un servizio del genere in cambio di sole poche donazioni volontarie, ma l'utilità del loro operato ed il carico di lavoro tolto al Sanitarium di Ezra, oltre alla comoda scrematura sociale che ne deriva, hanno sempre fatto chiudere un occhio su ciò che avviene all'interno del complesso.
Il Culto del Signore del Mattino trova invece la sua sede nel Tempio dello Specchio dell'Alba, situato circa a metà della zona del Lungolago, su un piccolo istmo che fa si che la struttura in pietra sia completamente circondata dalle acque su cui al mattino riverbera tra la foschia la pallida luce del sole. La struttura è meta di frequenti pellegrinaggi da parte dei fedeli, di numero sempre crescente soprattutto tra la popolazione del Borgo Inferiore, che nei giorni delle celebrazioni effettuano lunghe processioni sotto gli occhi delle famiglie più nobili, conservative ed atee, che dalle loro magioni ascoltano i loro canti accompagnandoli spesso con gesti apotropaici.

AGGIORNAMENTO (Giorno 7)
- La tragedia avvenuta alla periferia di Vallaki ha coinvolto la famiglia Grau ed è stata presto accantonata dalle autorità. Una donna è stata uccisa e una giovane ragazza risulta dispersa, secondo le indiscrezioni una finestra al primo piano, non chiusa bene durante la notte, è stata forzata ed una creatura della notte s'è introdotta all'interno perpetrando lo scempio. Il Borgomastro Ionelus, visti i tempi difficili e la completa dedizione delle proprie truppe alle priorità del Conte, ha interrotto le ricerche ma dicendosi molto dispiaciuto ha anche promesso una ricompensa a chi dovesse riuscire a ritrovare la ragazza, o nel peggiore dei casi le sue spoglie, e riportargli indietro la testa del mostro assassino.
- Il Tempio dello Specchio dell'Alba, uno dei luoghi di culto del Signore del Mattino più influenti di Barovia, sembra essere recentemente retto da semplici accoliti. Non è un mistero che molti chierici o combattenti devoti siano spesso in viaggio in aiuto di chi cerca riparo dai pericoli della notte, ma dopo numerose intrusioni e pressioni da parte della milizia del Conte molti chierici sono stati portati nella Cittadella del Borgomastro per essere interrogati, ed alcuni altri, tra cui coloro in carica, Yakov Costeanu e Monach Kirikov, sono invece impegnati in una cerca lontani da Vallaki. Si attende il loro ritorno, perché nel frattempo il tempio è sprovvisto di un monach che celebri le funzioni religiose ed i fedeli iniziano a bisbigliare.
- La carovana Zarovan accampata appena fuori dal borgo si prepara a ripartire. Alcuni vardo sono stati già pronti ed in attesa che il tempo sia più clemente e le vie meno fangose. La popolazione del borgo inferiore sembra molto sollevata dall'evento, come se le ronde diurne della milizia e la minaccia delle creature della notte non fossero sufficienti ad accrescere ogni loro timore.
- Visto il pressante impegno della guarnigione del borgomastro per assolvere ai misteriori incarichi del Conte, la bacheca cittadina pullula di richieste di aiuto e offerte di lavoro, retribuite o meno. Chi non sa scrivere invece si rivolge ai locandieri, sperando possano far girare la voce e spargere il loro appello. Purtroppo sembrano essere veramente in pochi coloro intenzionati a dare una mano se in palio non viene messo oro sonante. Le bacheche cittadine sono consultabili all'esterno della Cittadella, delle sedi dei principali culti e fuori dalle locande più rinomate.

AGGIORNAMENTO (Giorno 13)
- Diventa ufficiale la notizia che il borgomastro Nicolai Ionelus è gravemente malato e fatichi a trovare la via della guarigione nonostante la vicinanza costante del Bastione della Chiesa di Ezra. Secondo molti il Conte non tarderà a mandare un suo uomo fidato che governi in sua vece, fino alla sua guarigione o permanente sostituzione.
- Le sparizioni dei pescatori nel lago arrivano a quota 8 dall'inizio dell'anno. Sempre più imbarcazioni sono costrette a spingersi verso il centro del lago in cerca di zone più ricche di pesce ma la nebbia e le correnti si rivelano fatali. Non sono in pochi a mormorare dell'esistenza di un Mostro, secondo altri sono invece gli spiriti degli antichi Terg ad infestare le acque del lago Zarovich.
- Un gruppo di avventurieri è riuscito a portare a termine un'incursione nella famigerata Cripta di Quinn Roche, incaricati ed equipaggiati da uno dei più facoltosi mercanti della zona, Gabriel Frech, sono sopravvissuti ai pericoli del labirinto e, sebbene non abbiano potuto salvare come sperato il gruppo che li precedeva, sono riusciti a recuperare uno degli artefatti dell'Eccentrico Roche, che ora è in possesso del loro mecenate.

venerdì 18 luglio 2014

Tra sogno e veglia


Un altro sogno, un altro frammento degli anni della sua esistenza caduti nell'oblio che si riaffaccia nel suo inconscio. Chissà cos'altro si cela nei reconditi anfratti della sua mente. La vita di Kuzja da quando è stato strappato dal confortevole abbraccio della famiglia, barbaramente trucidata davanti ai suoi occhi di bambino, ad oggi è fatta solo da questi piccoli frammenti che sembrano affacciarsi solo nei suoi sogni. Stavolta almeno Kuzja non si è svegliato con un incubo.
Ricostruire le vicende della sua vita a partire da questi pochissimi e minuscoli frammenti spersi in un inquietante buio è impossibile. Almeno iniziano ad affiorare ed a rafforzarsi alcune certezze: Andrej, Bogdan e Martha condividono il destino di Kuzja da parecchi anni. Riunirsi a loro per affrontare i giorni futuri e capire i giorni passati è indispensabile agli occhi di Kuzja. Inoltre questi ragazzi sono l'unico piccolo appiglio ad una speranza di normalità e familiarità in questa nuova vita.

Oggi per Kuzja è stata forse la giornata più tranquilla da quando si è risvegliato prigioniero sul carro, giorno che ha segnato la nuova vita di Kuzja. Assieme a Martha è uscito da Berez e seguendo i consigli del signor Kutniv si è diretto verso nord-est alla ricerca di un capanno di caccia dove gli altri potrebbero essersi rifugiati. L'unico episodio che ha messo i brividi a Kuzja e a Martha è stata la processione nella strada principale di Berez guidata da un inquietante figura, affiancata da due imponenti guardie. Tutti si sono ritratti al loro passaggio, lasciando un corridoio libero nelle affollate strade mentre la tensione era palpabile.
Fortunatamente Kuzja e Martha sono passati inosservati sin oltre le porte per poi ricongiungersi a Andrej, Bodgan ed all'uomo con la maschera. Insieme si sono recati al capanno di caccia, guidati da un ragazzo che accompagnava gli altri. Qui l'uomo senza nome è riuscito a liberarsi dalla maschera, rivelandosi, a detta di Martha, un Caliban. Non che faccia molto la differenza: al momento sono tutti dei paria.
Dopo varie vicissitudini ed un giorno di viaggio Kuzja e gli altri hanno raggiunto il capanno di caccia più lontano da Berez, nella speranza di trovare un po di serenità.
Kuzja monta il secondo turno di guardia, dando il cambio a Bogdan. La notte che si appresta a venire sarà una notte di breve sonno e veglia per Kuzja: non ci saranno altri sogni che ormai mancano da quando ha lasciato il caldo letto offertogli da Pani Sofia.
Durante il suo turno Kuzja ode a più riprese un fischiettio, che avevano udito anche i suoi compagni appena arrivati al capanno. Solo che adesso l'impressione di Kuzja è che il fischiettare sia rivolto a lui, come qualcuno lo stesso chiamando. Nel capanno, immerso nel buio, dormono tutti ad eccezione di Kuzja, che inizia a pensare che un nuovo sogno sia arrivato. Eppure è sveglio, consapevole. Un nuovo cinguettio: "Kuuuuzzzja!", a breve si ripete "Kuuzjaa!". Che la mente di Kuzja gli stia giocando uno scherzo, provata dai recenti avvenimenti? 
Nell'oscurità Kuzja si sente stranamente solo, sebbene percepisca i suoi compagni dormire accanto a lui. "Sono io" mormora Kuzja con voce tremolante. Vari cinguettii arrivano in risposta, tra questi Kuzja sembra isolarne uno che si ripete: "Tweestle!", "Tweestle!".
Poi uno sbatter d'ali interrompe questo strano dialogo ed il silenzio cala nuovamente nel capanno. Nessuno oltre a Kuzja sembra essersi accorto di nulla. Tra il perplesso e lo stupito Kuzja attende ancora prima di svegliare Martha per il suo turno, quando lo fa si raccomanda con la ragazza di non aprire ne porte ne finestre anche al sorgere del sole senza prima averlo destato.
Tweestle
Tweestle
Poche ore dopo Martha sveglia tutto il gruppo. Un uccello, probabilmente un merlo, vola dal tetto appoggiandosi sul tavolo davanti ali occhi assonnati di Kuzja e dei suoi compagni.
Kuzja sorride impercettibilmente, pensando che allora non ha sognato la notte scorsa. L'uccello svolazza freneticamente nel capanno, facendo capire di volere uscire. Fuori la pioggia è diminuita ma il cielo non lascia presagire nulla di buono. Appena la porta viene aperta l'uccello vola fuori, inseguito da Kuzja, Bogdan e il caliban. Il merlo guida i tre compagni nel bosco fino ad un tronco cavo, richiamato talvolta da Kuzja che si rivolge a lui con il nome di Tweestle . Il Caliban infila con circospezione la mano nella cavità da cui estrae un anello. L'anello è di metallo e su di esso sono rappresentati 13 serpenti che si mangiano l'un l'altro la coda. Gli occhi di Kuzja brillano stupefatti ammirando l'anello. Tweestle cinguetta: "Kuuzjaa, Kuuzjaa!". Il caliban porge l'anello a Kuzja che lo infila incredulo.
Tweestle vola e si poggia sulla sua spalla di Kuzja che si sente esclamare a voce alta e sicura: "Sono Kuzja sono arrivato" seguendo il suo istinto.
Se l'istinto di Kuzja è giusto e le sue preghiere sono state accolte forse potrà godere insieme ai suoi compagni di qualche ora di pace. Con la speranza di non star vivendo un sogno ad occhi aperti...

martedì 15 luglio 2014

Il Collegio





Se solo riuscisse a ricordare qualche particolare in più...

La villa era enorme, immersa nella vegetazione, raggiungibile da un unico sentiero che si perdeva nel fitto del bosco.
Era cinta da una possente inferiata, saldamente ancorata a pilastri di pietra sulla cui cima torreggiavano minacciose statue alate, demoni feroci e bestie fameliche che avevano il preciso scopo di tenere lontani gli sconosciuti, di scoraggiare i ladri e l'effetto collaterale di terrorizzare i bambini che vivevano all'interno dell'edificio.
Tutti loro erano lì con uno scopo, avevano qualcosa che li accomunava ma Martha non riusciva a ricordare cosa.
L'interno della villa era cupo come l'esterno, nei mesi invernali le ampie sale erano ghiacciate, le uniche zone riscaldate erano quelle in cui gli aguzzini volevano che i ragazzi si raggruppassero.
Loro li chiamano gli aguzzini, in realtà erano servitori, cameriere e maggiordomi che eseguivano gli ordini della governante e degli insegnanti.
Gli insegnanti erano le vere autorità all'interno della villa.
Gli ospiti, giovani prigionieri di quella immensa magione, venivano sottoposti a lezioni di storia, filosofia, scienza e musica, ma Martha sentiva di aver appreso anche molto altro in quelle sale.

Lei la ricordava come una tetra prigione, ma possibile che si trattasse di un collegio? Perché si trovava lì? Da quanto tempo?

Era autunno, e proprio come ora la pioggia scrosciava fuori dalla finestra, il vento scuoteva le cime degli alberi che fitte nascondevano ogni orizzonte. Le nubi plumbee celavano la pallida luce del sole trasformando il giorno in una grigia penombra.
Il maggiordomo bussò alla porta della sua stanza, due colpi secchi, cinque secondi di attesa e poi entrò. Le porte dei dormitori non avevano chiavi perché l'intimità e la segretezza dei giovani ospiti erano severamente proibite e le pene per le trasgressioni erano molto severe.
Martha sedeva alla scrivania, il libro aperto e qualche cianfrusaglia sparsa qua e là, gli occhi fissi oltre i vetri sferzati dalla pioggia e dal vento, aveva già visto la carrozza, sapeva cosa era venuto a dirle.

"Signorina Martha, Lord Buchvold è qui, è venuto a trovarla."

ANTAGONISTI





YAROSH PUSHKA

Tra i Comandanti dei Gargoyle d'Ebano, la guardia d'elite del Conte Strahd, Yarosh Pushka è sicuramente quello attorno a cui girano voci più controverse.
La più incredibile ed inquietante è che abbia partecipato ad una spedizione nella Cripta di Quinn Roche e sia stato l'unico ad uscirne vivo. In quel luogo si dice che abbia recuperato un tesoro maledetto, che gli ha conferito grande potere e mutato il suo essere per sempre.
Proprio in seguito a questo evento e alla notorietà che gli ha portato, si dice che Yarosh Pushka sia stato invitato ad unirsi alle forze del Conte Strahd.
Yarosh Pushka è uomo di mezza età dai lunghi capelli corvini ed il viso scavato e ben rasato, più alto e slanciato della maggior parte dei baroviani suoi conterranei, indossa vesti lunghe e scure e spessi guanti di pelle, non porta con se alcun simbolo di riconoscimento ma è sempre scortato da due imponenti guardie del corpo dei Gargoyle d'Ebano, porta al fianco una spada lunga un tempo appartenuta al Toret di Vallaki che ha mandato al rogo a seguito di una sanguinosa repressione del culto di Ezra nei territori del Conte.
Nel corso degli anni le apparizioni in pubblico del Comandante Pushka sono state molto rare e sempre legate a qualche intervento importante di Strahd Von Zarovich sul suo territorio.
Tra le frange di ribelli alle autorità gira voce che egli sia un potente stregone, i più arditi osano definirlo un pericoloso necromante ed alcuni sono tanto folli da asserire che sia stato Strahd il Demonio in persona a crescerlo come suo apprendista.
Voci meno faziose invece lasciano curiosi commenti su alcuni strumenti di cui fa uso: appesa alla cintura, spesso indossata, porta una maschera ovale, totalmente liscia e senza tratti somatici, dalla superficie completamente riflettente in cui ognuno, si dice, possa scorgere il demone insito nella propria anima. Inoltre si dice porti con se, in ogni luogo che gli viene ordinato di presidiare, una cassa contenente numerose statuine di pietra o metallo dalla foggia diversa: c'è chi dice di averne vista una a forma di lupo mannaro, chi di pipistrello, chi di gargolla, la cui funzione è ignota.
Al Comandante Pushka vengono spesso incaricate indagini e questioni diplomaticamente delicate e di primissima importanza per gli interessi del Conte, pertanto la sua apparizione è sempre fonte di numerosissimi pettegolezzi e domande su cosa sia successo di importanza tale da far muovere il più astuto e misterioso degli sgherri di Strahd.

AGGIORNAMENTO (Giorno 1)
Recentemente è stanziato a Berez, dove ha preso possesso della villa del borgomastro Ivan Bulba, da cui dirige delle misteriose operazioni di ricerca su ordine del Conte. Ha ai suoi ordini una divisione di fanteria della milizia del Conte ed è accompagnato come sempre da due Gargoyle d'Ebano sue guardie del corpo.
In seguito al ritrovamento del cadavere del prete del Signore del Mattino che officiava nel tempio del cimitero di Berez ha, inspiegabilmente per molti, messo a tacere le accuse di blasfemia dirette dal borgomastro Bulba nei confronti del chierico e disposto che venisse ufficiato un rito funebre in sua memoria.

AGGIORNAMENTO (Giorno 13)
Il Comandante Pushka ha lasciato Berez ed è diretto a Vallaki dove si dice prenderà il comando dalla Cittadella fintanto che il borgomastro Iolenus non sarà guarito dal suo male.

ALLEATI





MONACH VLADISLAV

Vladislav giunse a Berez in tenera età, già introdotto al culto del Signore del Mattino dai suoi genitori, in qualità di iniziato ed attendente del monach dell'epoca: Gerth Ljubrov.
Il tempio era inizialmente situato all'interno del borgo, ma in seguito ad un incendio, i cui responsabili si pensa fossero gli uomini del borgomastro, venne demolito e ricostruito grazie agli sforzi dei pochi fedeli più in campagna, in cima al colle su cui sorge il cimitero cittadino.
La luce dell'Alba da allora veglia sui defunti di Berez ma la dislocazione del tempio e l'esiguo numero di accoliti non favorirono mai un cospicuo diffondersi del culto che nel corso degli anni si restrinse a poche famiglie perlopiù di origini gundarakite.
Monach Gerth spirò nel suo letto in preda alle febbri ormai anziano quando Vladislav, ormai uomo, era già pronto ed ansioso di prendere il suo posto.
Animato dal fervore della fede e dall'ambizione della gioventù monach Vladislav era intenzionato a diffondere la fede per dare nuova linfa alla comunità di Berez, ma la ferma opposizione del borgomastro finì presto per disilluderlo.
Gli attriti tra Vladislav ed il borgomastro di Berez, Ivan Bulba, sono diventati sempre più aspri nel corso degli anni e più volte quest'ultimo ha provato a screditare il chierico agli occhi dei cittadini e delle autorità accusandolo di praticare riti blasfemi sui cadaveri dei defunti e di nascondere agli occhi delle autorità importanti cospiratori.
Sebbene nessuna di queste accuse sia mai stata realmente creduta vera dall'opinione pubblica ciò ha fatto si che il tempio ed il suo monach restassero sempre più isolati e con una schiera di fedeli sempre minore.

AGGIORNAMENTO (Giorno 2)
Recentemente Monach Vladislav è stato trovato morto nel cimitero di Berez dagli uomini del Conte Strahd, sbranato da un'orda di morti viventi. Gli uomini del conte, insieme a quelli del borgomastro sono poi intervenuti per mondare il cimitero dalla presenza dei non-morti.
Il borgomastro Bulba ha inizialmente condannato l'evento come una giusta punizione per chi profana le tombe dei defunti, ma in seguito all'intervento del Comandante dei Gargoyle d'Ebano Yarosh Pushka è stato disposto che la salma del chierico, sebbene irriconoscibile ed orrendamente deturpata, venisse consegnata ai fedeli per le giuste esequie.
La tragica morte di monach Vladislav lascia il tempio del Signore del Mattino di Berez senza una guida, rendendo le notti più oscure e la luce dell'Alba più fioca per i pochi che ancora ripongono fiducia in essa.

sabato 12 luglio 2014

MERCENARI






IL GUARDAVIA

L'uomo conosciuto come Il Guardavia è un cacciatore di taglie notoriamente originario del Verbrek, nonostante parli un baroviano praticamente privo di inflessioni.
Uno dei più noti mercenari entro i confini di Barovia dato che sono in pochi ad avere il coraggio di avventurarsi da soli all'interno dei dominii del Conte Strahd.
Il Guardavia è infatti noto per non aver mai fatto parte di nessuna banda o essersi mai affiliato a nessuna associazione, un vero e proprio solitario.

La maggior parte delle taglie da lui riscosse riguardano creature mostruose o bestie feroci, raramente si è messo contro altri esseri umani ed i pochi banditi riportati vivi alle autorità che ne avevano richiesto la cattura parlano di lui come una belva sanguinaria seguita dall'ombra di un demone, più a suo agio nelle zone selvagge che tra gli uomini.

Non risiede in alcun posto in particolare ed ha più volte varcato i confini verso i regni ad ovest, ma il suo terreno di caccia preferito sembra essere il dominio di Strahd, molti boiari hanno volentieri retribuito i suoi servigi e si dice che ne abbia più volte beneficiato anche il Vardo Rosso.
Gira voce che sia leggendaria la sua abilità con la balestra e che sia uno dei pochi a non temere la notte di Barovia.

AGGIORNAMENTO (Giorno 3)
Recentemente è stato visto recarsi in direzione del Monte Ghakis in caccia della Dama Bianca, un lupo invernale che con il suo branco sta terrorizzando le piccole comunità montane della zona.

HORYV KUTNIV


Il mercante itinerante di nome Horyv Kutniv varcò il confine tra Nova Vaasa e Barovia molti anni or sono a causa di alcuni problemi con le autorità di Arbora.
Anche all'interno del dominio di Strahd cercò di mettere più distanza possibile tra se e le autorità Vaasi trasferendosi e stabilendosi nel borgo di Krezk, snodo commerciale che accolse volentieri le mercanzie d'importazione di Kutniv.
All'interno delle mura del borgo La Moneta Vaasi è un emporio di indubbia fama, sia per il carattere esotico di molte delle merci in esposizione, sia per la malavita locale che trova in Kutniv un affidabile ricettatore.
Il borgomastro di Krezk sembra tollerare le attività illecite del mercante, senza dubbio dietro lauta ricompensa.

Horyv Kutniv è un uomo raffinato, eccentrico nell'acconciatura ma elegante nel vestire, scaltro e prudente quanto basta per non pestare i piedi sbagliati ma come molti altri non nasconde la sua antipatia per gli uomini del Conte che spesso esigono tangenti ben più salate di quelle accordate con le autorità locali.
I veri problemi per Kutniv sono iniziati quando Jaqueline Montarri ed il suo Vardo Rosso hanno iniziato a prender piede in città.
I mercanti del Vardo hanno rubato una grossa fetta di mercato, quella più redditizia, quando sono riusciti ad imporsi sulla malavita locale imponendo alla delinquenza organizzata di interfacciarsi con loro abbandonando i vecchi ricettatori.

In molti a Krezk sono convinti che lo stile di vita pacchiano di Kutniv non potesse essere supportato dai soli traffici legali e che le mazzette per il borgomastro fossero diventate troppo care e gira voce che il Vaasi abbia cercato di fregare il Vardo in qualche modo.
Da un giorno all'altro La Moneta Vaasi ha chiuso i battenti, Horyv Kutniv è sparito da Krezk ed il Vardo Rosso si è liberato nel borgo di uno dei più conosciuti (e longevi) ricettatori del mercato Baroviano.
Non è chiaro da chi o cosa abbia deciso di allontanarsi, ma se Jaqueline Montarri mettesse una taglia sulla sua testa sicuramente non sarebbero in pochi in lizza per reclamarla.

AGGIORNAMENTO (Giorno 1)
Kutniv si è recentemente trasferito nel borgo di Berez, lontano dalle tratte commerciali più note e sembra che abbia intenzione di far calmare le acque prima di tornare alla sua bottega di Krezk.

venerdì 4 luglio 2014

Preghiera al Signore del Mattino

Andrej non crede ancora ai suoi occhi. Una situazione che sembrava quasi disperata, spersi nella foresta al tramonto, feriti e braccati, è invece diventata una possibile tappa per scoprire cosa è accaduto. La fede incrollabile di Andrej l'ha spinto a fidarsi dello stemma del Signore del Mattino su quella piccolo tempietto di campagna, l'ha spinto a muovere passi sicuri attraverso creature del male, ha guidato il suo ardire a invocare il nome del suo Signore per avere ospitalità. E questa fede lo ha ricompensato. Ora potrà riposare e riprendere le forze per venirne a capo di questo garbuglio e recuperare anche Kuzja e Marha, spersi chissà dove.

Ormai il sole sta sparendo e gli ultimi deboli raggi di luce abbandonano questa terra tormentata, e Andrej, poco prima del buio si avvicina al grande rosone del fondo del tempio per pregare.


Signore del Mattino, veglia su di noi in questa notte di tenebra.
Tieni lontano le insidie del male, iI Tuoi angeli ci custodiscano nella pace,
e la Tua luminosa benedizione rimanga sempre con noi in questa notte oscura.
Io ti invoco Mio Signore per avere il Tuo aiuto, una guida in questa notte e le prossime a venire.

Sono sperso Mio Signore, ho poca memoria di me, di chi sono e di come sono arrivato qui; so solo di essere un Tuo fedele e devoto servitore.
Questa è una delle poche cose che non mi sono state portate via da chi ha voluto rendermi suo schiavo. Signore del Mattino, dolce Alba della notte, aiuta questo Tuo servitore a ritrovare la via, a ricordare e a poter aiutare queste anime che hai messo accanto a lui. Alcuni di loro non hanno fede in Te, ma sento dal loro dire e dalle loro azioni che sono anch'essi uomini di fede. E questo mi preoccupa, non perchè tema di loro o per loro, ma perchè chi ci ha catturati ha scelto tante fedi diverse. Tante capacità diverse. Chissà quale diabolico proposito si è compiuto con il nostro inconsapevole aiuto. E, a guardare bene anche Martha e Bogdan, quelli che dalla fede mi sembrano più lontani, la situazione peggiora, poichè sono abili e agili, vere possibili spiee potenziali.

Signore del Mattino, proteggimi questa notte e dammi la forza per ritrovare i ricordi felici della mia vita e la via della Tua Potenza poichè quel che ricordo ora, quello che emerge nella mia mente come navi nella nebbia di un mare senza la Tua Luce, sono solo dolore e paura.
E la Luce del Mattino dissiperà le tenebre.

 
Proprio al disperdersi dell'ultime parole cala, all'esterno del Tempio, il buio totale e con esso quel silezio che ben presto si trasformerà in terrore puro.
Finalmente Andrej è riuscito a pregare, a trovare la calma e la forza per invocare la sua fortezza, ed ora un senso di pace e calda tranquillità lo avvolgono.

Se non fosse per quel gargoyle, cosi simile a quello che ha strappato via la sua famiglia, che scava nella profondità del anima di Andrej...


Invocazione al Signore del Mattino 
Invocazione: Anche la notte più oscura ha la sua Alba.
Risposta: E la Luce del Mattino dissiperà le tenebre. 

Preghiera al Signore del Mattino 

Signore del Mattino, nel silenzio di questo giorno che nasce, vengo a chiederti pace, sapienza e forza La pace per guidare il popolo nella Luce della speranza di un mattino senza nubi. La sapienza per riconoscere le insidie della mondo delle tenebre anche nella piena Luce del giorno. La forza per proteggere i tuoi figli e scacciare la morte e la tenebra che li angosciano. Rivestimi della tua Luce, Signore del Mattino, fa' che durante questo giorno, io rifletta Te. E la Luce del Mattino dissiperà le tenebre.